I SERVIZI SOCIALI E LA CRONACA DI QUESTI GIORNI

Spesso succede che, in occasione di fatti di cronaca gravi e particolarmente vicini al quotidiano di tutti noi, si scateni una bagarre politica e la stampa si interessi all’improvviso di alcuni problemi che invece per gli operatori e gli amministratori rappresentano il terreno di confronto di tutti i giorni: i riflettori vengono prontamente accesi e puntati contro le Istituzioni (prime beneficiarie della sfiducia dei Cittadini) e si aggiungono al coro dell’indignazione politicanti in cerca di consenso che si presentano candidi come vestali. Aumentano le vendite per i quotidiani locali, ma si perdono spesso ottime occasioni per fare informazione.

Lo scorso 19 luglio il Messaggero Veneto titolava in prima pagina “Il più vecchio del Friuli solo e denutrito”. “Cervignano: Adriano Sebastianutto, 106 anni, viveva nella sporcizia, salvato dai carabinieri e dai vicini”.

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A metà pomeriggio, l’edizione online del quotidiano correggeva il tiro dell’articolo mattutino cambiandolo in “Uno dei più anziani del friuli…” eh già, perché nella fretta di scrivere e stare “sul pezzo”, chi scriveva non si era accorto che in realtà l’anziano signore di anni ne aveva novantasei. Dieci in meno di quelli indicati in precedenza e che hanno addirittura dato spunto ad un titolo ridondante. Nella sostanza dei fatti l’età conta poco. Sempre di un anziano in difficoltà si tratta, ma questo particolare lascia a mio giudizio ben comprendere la leggerezza con la quale spesso ci si lancia in titoloni e si formulano accuse e la scarsa attenzione alle fonti, materia prima del lavoro del giornalista.

Alle 12:30, assieme alla Responsabile del Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Distrettuale, incontriamo la stampa locale per contestualizzare l’episodio all’interno dell’insieme dei servizi offerti ai cittadini dal sistema del Welfare locale e regionale, spiegare come prevenire episodi di questo tipo e chiarire quelli che sono i limiti che la normativa impone all’operare del Servizio Sociale.

Evidentemente questo tipo di informazione non interessa ai cittadini, tanto che non trova spazio nell’edizione oggi in edicola.

messaggero-veneto-19.07-2Trova invece spazio un commento della lista “Le Fontane” che, non perdendo alcuna occasione per dimostrare la propia scarsa conoscenza del diritto e delle funzioni delle Istituzioni, invita il Sindaco a staltare in bici e perlustrare la città.

Rossetti, virgolettato: “ora scopriamo di avere una grave emergenza sociale. L’anziano non abita in uno sperduto casolare ma a poci metri dal palazzo comunale. Considerato che metà del bilancio e un terzo dei dipendenti sono dedicati ai”servizi sociali” si resta increduli di fronte a fatti drammatici come questo. Il sindaco non può giustificarsi dicendo che non era stato avvertito. Un buon sindaco dovrebbe saltare in bici  e perlustrare ogni giorno la città.

Fa specie scoprire che Rossetti scopra dell’emergenza sociale appena ora, mentre la sua compagine, nei Consigli Comunali critica le spese nel sociale e contesta costantemente le scelte relative alle politiche di prevenzione e monitoraggio messe in piedi dai Comuni dell’Ambito. Che il Sindaco dovesse sapere, poi, denota una totale ignoranza rispetto ai confini ed alle prerogative dell’intervento del sociale.

Approfitto quindi ora di questo mio spazio per cercare di fare un po’ di chiarezza sul ruolo dei servizi e cercare di fornire indicazioni utili ai cittadini (ed anche alla lista Le Fontane) per comprendere il ruolo dei Servizi Sociali.

E’ stato scritto, ad esempio, di una segnalazione da parte dei vicini di casa non presa in carico dal Servizio Sociale. Su questo aspetto l’Amministrazione Comunale  si riserva di individuare, qualora ve ne fossero, le responsabilità dei propri dipendenti.

Ma cosa significa prendere in carico? Quali sono i limiti posti all’intervento del sociale nella sfera privata dei cittadini? Negli stessi giorni in cui è emerso il caso del signor Sebastianutto, in un altro comune dell’Ambito Distrettuale, gli assistenti sociali stanno cercando di intervenire su un caso che presenta forti similitudini con il nostro e rispetto al quale la famiglia si oppone costantemente alle proposte degli operatori. Cosa può fare il sociale in questi casi?

L’intervento del sociale non può prescidere da due aspetti fondamentali:

  • la volontarietà da parte dell’assistito;
  • la presenza di presupposti necessari all’intervento (economici, sanitari ecc…)

In assenza di questi due presupposti fondamentali, il sociale ha perciò le mani legate e può intervenire solo in casi straordinari come, tra gli altri, il trattamento sanitario obbligatorio.

L’Ambito assiste circa millesettecento utenti nel territorio dei diciassette comuni di cui ne fanno parte. Di questi millesettecento, duecento risiedono nel Comune di Cervignano del Friuli. Quarantacinque ricevono il servizio di Assistenza a Domicilio, quello al quale avrebbe potuto accedere il signor Sebastianutto se mai ve ne fosse stata richiesta. Il servizio prevede la presenza di operatori formati e specializzati per fornire assistenza all’anziano. Certo, è necessario che le porte di casa vengano aperte e che gli operatori vengano fatti entrare.

Al lavoro sul campo, il Servizio affianca l’attività preventiva e l’opera di sensibilizzazione dei cittadini come previsto dal Piano di Zona. Come spiegavamo alla stampa locale, l’Amministrazione Comunale crede che sia necessario creare un contesto di comunità solidale ed attenta che renda l’emersione di casi gravi più semplice ed apra la strada all’intervento dei Servizi. Per questo si impegna da anni a creare momenti d’incontro e di conoscenza reciproca tra i cittadini.

Insieme all’Arma dei Carabinieri ed al Centro di Salute Mentale di Palmanova, l’Amministrazione Comunale organizza e segue dei momenti di scambio d’informazione e di condivisione con metodo e cadenze stabilite, in modo da poter confrontare eventuali segnalazioni, problemi e casi concreti. La Dottoressa Zanus, in un incontro con gli operatoria al quale fui invitato a partecipare, spiegava che l’impegno quotidiano di chi opera sul territorio deve essere quello di individuare possibili situazioni di disagio anche poco visibili. Le statistiche e le ricerche a disposizione degli operatori dimostrano che tante di queste problematiche non emergono e restano nell’ombra. Proprio su questo è bene concentrare le proprie forze.

Questo (in estrema sintesi) l’impegno quotidiano, fatto di tanti lavoratori e volontari attenti e presenti. Fatto di continui aggiornamenti e formazione. Spiace che venga in qualche modo sminuito e messo in discussione in presenza di pur gravi circostanze come quella di questi giorni.

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CIVISMO O POLITICA

Mi sono recentemente trovato a discutere con alcuni amici dell’utilizzo, secondo me spesso improprio, del termine civico. Il civismo, impostosi nel dibattito politico italiano come risposta a corruzione e malcostume, viene spesso contrapposto alla politica (impropriamente confusa con l’idea di partitocrazia). Da questo punto, Beppe Grillo insegna, ma molti altri esempi possono essere presi dal dibattito contemporaneo.

Ora, anche alle prossime elezioni amministrative a Cervignano le due principali liste che si contenderanno il governo della città sono, per l’appunto, civiche.

Civica è la lista Il Ponte, con candidato Sindaco Gigi Savino e civica è la lista Le Fontane, con candidato Sindaco Antonio Rossetti. Una differenza tra le due proposte è però palese: la prima, pur contando al suo interno una ricca presenza di candidati indipendenti dai partiti, affonda le proprie radici nella tradizione del centro sinistra, la seconda si dice assolutamente estranea ai partiti.

E’ possibile, mi chiedo io, un approccio totalmente laico e libero dalle ideologie? E’ possibile che una lista che si proponga di governare quattordicimila persone non abbia al suo interno una matrice politica ben chiara e radicata? Ed anche se fosse possibile (proviamo a convincercene) questo sarebbe un valore aggiunto oppure un forte limite?

Se la consideriamo nell’accezione più ampia del termine, la politica ha caratterizzato tutto il mio percorso individuale. L’educazione che ho ricevuto da bambino, i valori trasmessimi dalla mia famiglia, i racconti di mio nonno partigiano ed i principi cristiani trasmessi da mia nonna nelle piccole vicende di ogni giorno mi hanno predisposto favorevolmente all’attenzione al prossimo ed alla comprensione e la solidarietà coi più deboli, con chi è in difficoltà o con chi vede negati i propri diritti.

Dopo le scuole superiori ho subito iniziato a dedicare il mio tempo al volontariato (in associazioni come l’Arci o Corima) ed in un secondo momento al mondo della cooperazione (con Coop Nordest). Mi sono impegnato tanto per i diritti degli immigrati, quanto per il diritto allo studio (attraverso il progetto “Formiti!”), per la legalità come per il commercio equo e solidale.

Anche quando il settore di maggior impegno è stato quello ricreativo, l’organizzazione di appuntamenti musicali o di rassegne artistiche, l’obiettivo principe è stato quello di favorire la socializzazione, di portare le persone ad incontrarsi ed a condividere piuttosto che a chiudersi in casa diffidenti verso tutto ciò che fosse percepito come estraneo.

Ho fatto questa premessa per spiegare che gli ideali, la politica, la consapevolezza di un sistema valoriale, guidano il comportamento di ciascuno anche individualmente. Quando più individui condividono le stesse basi e si danno degli obiettivi comuni, allora nasce e si sviluppa il movimento associativo ed anche il partito politico.

Faccio fatica a credere che una forza che si candidi a governare una città di migliaia di abitanti possa prescindere dalla politica e dalle idee. Certo, la lista Le Fontane, ha delle linee guida di tutto rispetto, chiarite da mesi (recupero del centro cittadino, valorizzazione del patrimonio storico, costruzione di tre fontane ecc…), ma in una comunità complessa come quella cervignanese, peraltro capofila di un ambito territoriale come quello della bassa friulana orientale, si deve anche rispondere ad altre questioni politicamente (concedetemi questo avverbio) complesse.

Siamo per l’installazione delle telecamere in ogni angolo della città o per la prevenzione del disagio e della devianza attraverso un intervento nel sociale? Avendo a disposizione risorse (ahimè) limitate manterremo inalterata l’offerta dei servizi sociali? Rispetto ai nuovi cittadini creeremo delle strutture aperte ed integranti o, come predica la Lega Nord (che pure sostiene la lista in questione) chiuderemo le porte allo straniero in barba a principi elementari come la solidarietà ed i diritti umani? Investiremo in una cultura che sappia favorire il contributo dei giovani o pensiamo ad una cultura ingessata e statica? Siamo per l’istruzione pubblica o valorizzeremo l’offerta privata?

Un esempio ancora sufficientemente vivo nella memoria di tutti è quello dei referendum di un anno fa: saremo per una gestione pubblica, in house, delle risorse comuni o per la cessione al privato? Non tutti la pensiamo allo stesso modo.

Queste sono solo alcune delle questioni in essere. Sicuramente un un Sindaco non dovrà decidere di Articolo 18 o di Pensioni, ma non potrà nemmeno dirsi estraneo alla politica.

Concludo con questi video in cui a parlare è Sandro Pertini, da molti ritenuto il miglior Presidente della Repubblica, sicuramente uomo di Stato e politico nel senso più ampio e alto del termine. Giusto per rendere meglio l’idea, attraverso le sue parole di quello che intendo quando parlo di valori e politica. E dell’inevitabilità dell’agire politico nella vita di tutti i giorni.