CON LA PROPOSTA DEL GOVERNO, UN PAESE PIU’ DEBOLE

Intervengo sul dibattito circa la riforma del lavoro senza la presunzione di poter offrire un contributo particolarmente utile alla discussione. Mi limito a fornire alcuni link.

Il primo è quello relativo al testo del vigente statuto dei lavoratori, la legge che oggi regola il mercato del lavoro; il secondo è quello contenente le proposte del governo Monti.

Cosa cambi sulla facoltà di licenziare ce lo spiega il Sole 24 ore, insospettabile organo di confindustria.

Di fatto viene introdotto il licenziamento per motivi disciplinari, sulla correttezza dei quali deciderà il giudice, con i tempi della giustizia italiana. Come questo possa favorire lo sviluppo, francamente mi sfugge.

L’Italia è un paese in forte crisi e chi, come me, lavora in settori che hanno il termometro della difficoltà che vivono lavoratori ed imprese, se n’è accorto da tempo. Rendere meno sicuro il posto di lavoro e più licenziabili i lavoratori non è la risposta. Di fatto si va ad estendere la precarietà anche a chi oggi ha il contratto fisso… e questo genererà solo maggiore pessimismo e sfiducia nel futuro.

Che vengano poi a parlarci di politiche per le famiglie…

Concludo con un intervista a Landini, a proposito dello sciopero indetto dalla Cgil.

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