PER IL DIRITTO ALLA CULTURA

Le elezioni del 6 e 7 maggio hanno premiato la lista Il Ponte e le sue idee per il futuro di Cervignano. Doveroso un personale ringraziamento ai tanti cittadini che ci hanno sostenuto ed in particolare a quanti mi hanno voluto accordare la loro fiducia. Ora inizia per me il momento più impegnativo: mettere in pratica le molte idee espresse durante questa campagna elettorale.

Lo scorso 28 aprile Nichi Vendola ha visitato Cervignano del Friuli e  ci siamo interrogati su quale delle tante idee in cantiere portare alla sua attenzione. Alla fine la scelta è andata alla Casa della Musica, non perché di maggiore importanza rispetto alle altre , ma perché, a nostro giudizio, questo luogo rappresentava bene l’idea di sviluppo e di crescita culturale che la lista Il Ponte ha in mente per la nostra cittadina.

Una cittadina che vuole dare valore alla cultura del territorio e dare spazio ai propri giovani.

Una cittadina che non vuole arrendersi di fronte alla concorrenza dei grandi centri commerciali sorti nei comuni vicini né alla cultura del multisala.

Un’amministrazione che vuole mettere in rete le associazioni ed i soggetti che operano sul territorio per creare dei grandi piani di zona della cultura e delle politiche rivolte ai giovani.

Una cittadina che sappia affrontare il futuro dando allo scambio ed all’essere comunità, anche nell’ambito culturale, il ruolo di motore e di sfondo per una ripresa economica all’insegna della solidarietà, del fare insieme e dello stare insieme.

La casa della musica è nata da una forte volontà politica, quella di favorire la socializzazione di tutti i cittadini, in particolare dei più giovani: i giovani vivono una situazione di forte precarietà economica e di prospettive. Il mercato del lavoro, sempre più spogliato dalle regole, li penalizza in modo particolare. La mancanza di garanzie sul proprio reddito, gli eccessi del lavoro a chiamata e dei contratti a progetto, favoriscono una totale perdita di prospettive per il proprio futuro.

I pochi momenti dedicati allo stare insieme sono ormai messi in forte crisi dai tempi del lavoro che sono completamente cambiati. Dobbiamo lavorare per il diritto ad un tempo libero di qualità non solo per l’individuo, ma per l’intera comunità.

Cervignano ha bisogno di socialità. Ha bisogno di fare comunità. Ha bisogno di far fiorire i tanti spazi realizzati in questi anni a beneficio della collettività e dello stare insieme. Non per niente uno dei motti di questa campagna elettorale è stato proprio “vivere la nostra città”: dovremo saper creare cultura ed aggregazione per i giovani tenendo bene a mente la nostra vocazione al sociale, creando una cultura che sia per tutti e di tutti, che non crei distinzioni tra chi può permettersi l’accesso al sapere e chi ne resta tagliato fuori.

Il futuro dell’occidente rischia di vedere accrescere le disuguaglianze sociali, anche nell’accesso alla cultura ed all’istruzione. Una forza di sinistra come la nostra dovrà comunicare un messaggio differente, dovrà saper dire con forza e convinzione che la socialità e la cultura sono diritti dei cittadini e che, come dice la nostra Costituzione:

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese

Per mettere in pratica questi principi cardine del nostro ordinamento, si parte proprio dall’accesso a cultura ed istruzione. Il ruolo di una forza di sinistra non deve essere quello di proporre una cultura piuttosto che un’altra, dev’essere invece quello di garantire a tutti, alla pare degli altri diritti del cittadino, l’accesso alla cultura ed alla socialità.

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PER UNA COMUNITA’ PIU’ VIVA

Ieri il primo appuntamento di “Appunti per una città solidale e sostenibile” in Centro Civico a Cervignano. Si è parlato di acqua pubblica e di politiche virtuose per venire incontro ai cittadini nell’accesso alla risorsa.

Marco Duriavig ci ha raccontato l’esperienza del Comune di Tavagnacco, dove è stata costruita una Casa dell’Acqua nei pressi di un’area ad edilizia popolare. La Casa dell’Acqua distribuisce gratuitamente acqua naturale microfiltrata e refrigerata ed acqua frizzante a soli 0,05 € al litro.

Nel dar vita alla casa dell’acqua, il Comune di Tavagnacco voleva anche inserirsi nel dibattito pubblico precedente la vittoria dei referendum dello scorso giugno (è stata inaugurata l’11 settembre 2010).

Duriavig ci ha raccontato che, a Tavagnacco, la Casa dell’Acqua ha costituito un elemento di socializzazione importantissimo: “Spesso ci sono file di più di dieci minuti, e questo crea momenti di socializzazione tra persone, magari vicine di casa, che però non si erano quasi mai incontrate”.

Tavagnacco è comparabile, per dimensioni, a Cervignano del Friuli. Molti cittadini lavorano al di fuori del territorio comunale e rientrano a casa per vivere la propria realtà domestica più che quella cittadina. Spesso di Cervignano sentiamo dire che è una città dormitorio e più volte, con le associazioni con cui ho collaborato in questi anni, ho riscontrato notevoli difficoltà nel far conoscere le iniziative che proponevamo al pubblico.

Anche a Cervignano pensiamo di installare una Casa dell’Acqua, nelle zone nelle quali un’ordinanza comunale dice ai cittadini di non utilizzare in cucina l’acqua del rubinetto di casa, ma il richiamo di Duriavig all’aspetto sociale, anche all’interno di un più complesso discorso sull’accesso al bene acqua e sulle politiche virtuose per garantirlo ai cittadini, mi ha nuovamente fatto pensare ad uno dei miei chiodi fissi rispetto alla realtà cervignanese.

La lista Il Ponte ha scelto come slogan del proprio programma la frase “Per vivere la città”. Esiste però una ricetta infallibile per rendere la città più viva? Esistono degli strumenti in grado di avvicinare maggiormente i cittadini?

Cervignano ha una grandissima ricchezza di associazioni che quotidianamente lavorano sul territorio nel sociale e nella cultura. L’altra sera, presentando il film “Il sole per i nostri nonni”, siamo stati costretti ad accavallarci con l’iniziativa di Uomini come Noi, contemporanea alla nostra.

Spesse volte ci si trova in difficoltà a veder pubblicate sui quotidiani locali le proprie iniziative ed i risultati rischiano di essere deludenti in termini di partecipazione di pubblico. Poi, magari, scopri che qualcuno avrebbe voluto essere presente ma non ne sapeva nulla.

Nella stesura del programma della lista il ponte mi sono speso affinché:

  • venga rivitalizzata la Casa della Musica, attraverso l’apertura del bar al suo interno e predisponendola a divenire finalmente un luogo di incontro per tutti i cittadini ed in particolare per i più giovani;
  • vengano messe in rete le associazioni, che dovranno finalmente parlarsi tra di loro in modo da evitare accavallamenti e doppioni;
  • si predispongano canali di comunicazione di semplice accesso a tutte le associazioni, anche a quelle che non hanno un patrimonio tale da consentire di tappezzare tutta la città di enormi manifesti.

Spesso avviene che la ricca offerta culturale dataci dalle tante associazioni venga dispersa a causa di una scarsa partecipazione. Se il nostro obiettivo è quello di vivere la nostra città, dovremo percorrere sentieri alternativi ed innovativi. La lista Il Ponte è certamente in grado di interpretare questo cambiamento.