CIVISMO O POLITICA

Mi sono recentemente trovato a discutere con alcuni amici dell’utilizzo, secondo me spesso improprio, del termine civico. Il civismo, impostosi nel dibattito politico italiano come risposta a corruzione e malcostume, viene spesso contrapposto alla politica (impropriamente confusa con l’idea di partitocrazia). Da questo punto, Beppe Grillo insegna, ma molti altri esempi possono essere presi dal dibattito contemporaneo.

Ora, anche alle prossime elezioni amministrative a Cervignano le due principali liste che si contenderanno il governo della città sono, per l’appunto, civiche.

Civica è la lista Il Ponte, con candidato Sindaco Gigi Savino e civica è la lista Le Fontane, con candidato Sindaco Antonio Rossetti. Una differenza tra le due proposte è però palese: la prima, pur contando al suo interno una ricca presenza di candidati indipendenti dai partiti, affonda le proprie radici nella tradizione del centro sinistra, la seconda si dice assolutamente estranea ai partiti.

E’ possibile, mi chiedo io, un approccio totalmente laico e libero dalle ideologie? E’ possibile che una lista che si proponga di governare quattordicimila persone non abbia al suo interno una matrice politica ben chiara e radicata? Ed anche se fosse possibile (proviamo a convincercene) questo sarebbe un valore aggiunto oppure un forte limite?

Se la consideriamo nell’accezione più ampia del termine, la politica ha caratterizzato tutto il mio percorso individuale. L’educazione che ho ricevuto da bambino, i valori trasmessimi dalla mia famiglia, i racconti di mio nonno partigiano ed i principi cristiani trasmessi da mia nonna nelle piccole vicende di ogni giorno mi hanno predisposto favorevolmente all’attenzione al prossimo ed alla comprensione e la solidarietà coi più deboli, con chi è in difficoltà o con chi vede negati i propri diritti.

Dopo le scuole superiori ho subito iniziato a dedicare il mio tempo al volontariato (in associazioni come l’Arci o Corima) ed in un secondo momento al mondo della cooperazione (con Coop Nordest). Mi sono impegnato tanto per i diritti degli immigrati, quanto per il diritto allo studio (attraverso il progetto “Formiti!”), per la legalità come per il commercio equo e solidale.

Anche quando il settore di maggior impegno è stato quello ricreativo, l’organizzazione di appuntamenti musicali o di rassegne artistiche, l’obiettivo principe è stato quello di favorire la socializzazione, di portare le persone ad incontrarsi ed a condividere piuttosto che a chiudersi in casa diffidenti verso tutto ciò che fosse percepito come estraneo.

Ho fatto questa premessa per spiegare che gli ideali, la politica, la consapevolezza di un sistema valoriale, guidano il comportamento di ciascuno anche individualmente. Quando più individui condividono le stesse basi e si danno degli obiettivi comuni, allora nasce e si sviluppa il movimento associativo ed anche il partito politico.

Faccio fatica a credere che una forza che si candidi a governare una città di migliaia di abitanti possa prescindere dalla politica e dalle idee. Certo, la lista Le Fontane, ha delle linee guida di tutto rispetto, chiarite da mesi (recupero del centro cittadino, valorizzazione del patrimonio storico, costruzione di tre fontane ecc…), ma in una comunità complessa come quella cervignanese, peraltro capofila di un ambito territoriale come quello della bassa friulana orientale, si deve anche rispondere ad altre questioni politicamente (concedetemi questo avverbio) complesse.

Siamo per l’installazione delle telecamere in ogni angolo della città o per la prevenzione del disagio e della devianza attraverso un intervento nel sociale? Avendo a disposizione risorse (ahimè) limitate manterremo inalterata l’offerta dei servizi sociali? Rispetto ai nuovi cittadini creeremo delle strutture aperte ed integranti o, come predica la Lega Nord (che pure sostiene la lista in questione) chiuderemo le porte allo straniero in barba a principi elementari come la solidarietà ed i diritti umani? Investiremo in una cultura che sappia favorire il contributo dei giovani o pensiamo ad una cultura ingessata e statica? Siamo per l’istruzione pubblica o valorizzeremo l’offerta privata?

Un esempio ancora sufficientemente vivo nella memoria di tutti è quello dei referendum di un anno fa: saremo per una gestione pubblica, in house, delle risorse comuni o per la cessione al privato? Non tutti la pensiamo allo stesso modo.

Queste sono solo alcune delle questioni in essere. Sicuramente un un Sindaco non dovrà decidere di Articolo 18 o di Pensioni, ma non potrà nemmeno dirsi estraneo alla politica.

Concludo con questi video in cui a parlare è Sandro Pertini, da molti ritenuto il miglior Presidente della Repubblica, sicuramente uomo di Stato e politico nel senso più ampio e alto del termine. Giusto per rendere meglio l’idea, attraverso le sue parole di quello che intendo quando parlo di valori e politica. E dell’inevitabilità dell’agire politico nella vita di tutti i giorni.

Annunci

CERVIGNANO DEL FRIULI ED IL CONSUMO DI TERRITORIO

Qualche tempo fa, quando stavano uscendo le prime notizie riguardanti l’allargamento dell’outlet di Palmanova, ebbi modo di scrivere un comunicato stampa sull’argomento. In quell’occasione denunciai il consumo di territorio agricolo a vantaggio della creazione dell’ennesima struttura commerciale non necessaria.

Più volte, in seguito, mi è stato chiesto un parere sulla situazione del consumo di territorio a Cervignano. Mi viene chiesto, in sostanza, come mai ci si opponga ad una logica di espansione commerciale – edilizia a Visco ed Aiello e non si faccia altrettanto all’interno del proprio Comune, dove peraltro ci si candida a governare la città alle prossime elezioni amministrative.

Non posso ora anticipare i contenuti della proposta programmatica della lista il Ponte per questa scadenza elettorale, ma posso ripercorrere alcune tappe di un percorso dapprima individuale ed in seguito condiviso con un partito politico, Sinistra Ecologia Libertà.

Cervignano ha vissuto nel corso dei primi anni del 2000, come altri Comuni italiani, un boom edilizio notevole, un boom edilizio che si fondava su una buona domanda da parte dei cittadini e da un mutamento nel costume legato all’abitare che ha spostato la domanda residenziale del centro cittadino alla periferia, percepita come più tranquilla ed allo stesso tempo ben collegata alle reti infrastrutturali.

Ad eccezione dell’area Rossato, però, individuata da tutte le forze politiche della lista Il Ponte di allora (e quindi anche da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) quale area per uno sviluppo artigianale e commerciale, tutte le altre lottizzazioni sulle quali si è costruito in questo primo decennio del 2000 furono previste da amministrazioni della prima repubblica. Un esempio su tutti è quello di Via Aldo Moro, dove si è costruito secondo le scelte edilizie ed urbanistiche di allora e dove, bisogna ricordarlo, l’Amministrazione di centrosinistra si è accollata l’acquisto di un terreno edificabile per farne un area verde ad uso degli abitanti dell’area e sottrarla ad ulteriori sviluppi edilizi.

via aldo moro, google street view

La posizione di Sinistra Ecologia Libertà riguardo all’edilizia in Italia è stata recentemente riassunta, proprio a Cervignano, da Fulvia Bandoli (della segreteria nazionale). Il territorio va difeso dalla speculazione edilizia e si deve pianificare con coerenza lo sviluppo valutandone l’impatto ambientale e privilegiando il recupero di strutture dismesse all’occupazione di nuove aree.

Ci si lamenta che il centro è, in alcune zone, fatiscente: questo dipende principalmente dalla mancanza di investimenti privati. L’Amministrazione può e deve facilitare ed incentivare il recupero delle aree dismesse, ma non può (e non ha le risorse) espropriare il privato od obbligarlo ad intervenire.

La proposta di Sel alla lista Il Ponte è stata chiara: no a nuove aree edificabili e recupero del centro. Su questo punto abbiamo ottenuto ampie garanzie dal nostro candidato sindaco Gigi Savino e ci siamo messi al lavoro per studiare ed individuare tutti i mezzi possibili per ottenere questo risultato.

La proposta politica della lista Il Ponte, che presto verrà resa nota a tutti i cittadini, è coerente a quanto scritto sopra ed ha il pregio di coniugare una puntuale attenzione alle risorse a disposizione con un’idea lungimirante sul futuro della città e della comunità.

Il contributo di Sel è stato attivo e costruttivo e siamo convinti di aver fatto un buon lavoro e di meritare la fiducia dei cittadini. Non prometteremo la Luna, ma solo cose realizzabili e che tengono conto nelle necessità del bilancio comunale, del costo dei servizi e delle potenzialità del territorio.

Come in questa fase, anche dopo la nostra forza politica sarà presente ed attenta, con la forza di un cammino portato avanti dal partito a livello nazionale e locale e dal continuo aggiornamento rispetto ai temi trattati.