Nonostante il male.

Mostra Personale di Pittura di Adriana Salon.

Adriana è nata a Trieste nel 1937, malata di Parkinson dal 1974, ha iniziato a dipingere nel 2012 e dal 2015 è residente presso la Casa di Riposo “V. Sarcinelli” di Cervignano del Friuli. Dopo un peggioramento della malattia ora è sulla sedia a rotelle. E’ seguita quotidianamente dai fisioterapisti per la riabilitazione motoria che le ha permesso di riprendere a dipingere. Ha frequentato corsi di pittura del maestro Yuan Arias Gonano, su consiglio della neurologa dott.ssa Alessandra Martinelli. In occasione del suo 80° compleanno, il Comune di Cervignano del Friuli, per mezzo del personale della Casa di Riposo, ha deciso di “regalare” ad Adriana la possibilità di realizzare la sua prima mostra personale. La mostra viene installata in collaborazione con i soci di Coop Alleanza 3.0 presso i locali che vengono messi a disposizione presso il Centro Commerciale Cervignano. Alcune opere verranno inoltre esposte nella serata di lunedì 29 maggio presso il Teatro Pasolini in occasione della assemblea annuale dei soci di Coop Alleanza 3.0 che lì si terrà alle ore 20.15 .

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Senza vincitori né vinti

Scrivo questa nota prima di conoscere l’esito del voto proprio perché non crediate che il contenuto sia viziato dall’esito delle consultazioni, favorevole o no alla posizione che ho sempre sostenuto dall’inizio del dibattito sulla riforma. Lo dico con rammarico: quello che si concluderà il prossimo 5 dicembre sarà un turno elettorale senza vincitori né vinti, ma con una sconfitta per la Repubblica e le sue regole comuni.

Qualora vincesse il Sì, non si tratterebbe di una vittoria del Partito Democratico perchè la ricerca di argomenti tipici di altre forze politiche (casta, poltrone, semplificazione ecc…) utilizzati senza criterio e pudore ha creato inevitabilmente un consenso disinformato alla riforma anche da parte di tanti che il Partito Democratico non lo voterebbero mai, nemmeno ad eventuali ballottaggi.

Qualora vincesse il No, la vittoria non sarebbe di chi difende la Costituzione in senso stretto e di chi crede nella solennità di un testo condiviso da tutti i cittadini. Ci sarebbe piuttosto la rincorsa ad accaparrarsene i meriti anche da parte di forze politiche anti-sistema e populiste.

Le motivazioni che caratterizzeranno il voto del 4 dicembre sono, come spesso accade, le più disparate e sono più o meno attinenti la riforma e più o meno razionali e questo renderà come sempre ridicolo ogni tentativo di fare analisi del voto minimamente sensate.

Non più tardi di qualche ora fa, ho sentito dire da una persona comune che la speculazione finanziaria sull’Italia la si deve molto al bicameralismo perfetto. Giuro. Non ho osato chiedere quali trame si nascondessero dietro al Cnel.

Una gran cofusione, con un’una certezza: per colpa di Renzi & c. la Costituzione non è più di tutti. Chi deciderà di sostenere l’ardita scalata alle Istituzioni operata dall’attuale classe dirigente del Partito Democratico si assumerà la responsabilità storica di aver sottoscritto una Costituzione di parte e spalancato le porte ad una futura Costituzione a cinque stelle o piuttosto ad una Carta di Pontida. Un po’ azzardato, da parte di chi pensa di votare sì nonostante un parere negativo sul testo, solo per paura dei Trump e dei Le Pen di casa nostra.

Mi auguro fortemente che vinca il No. A parità di imprevedibili effetti negativi nel breve sulla politica nazionale, almeno avremmo la garanzia di un testo costituzionale che si porta con disinvoltura i suoi settanta anni di vita e che ci ha difesi tanto dalle Brigate Rosse quanto dalla P2. Una Costituzione che dovremmo tutti amare e mettere in pratica molto di più.

Ad Aiello le ragioni del NO

Questa sera, ad Aiello del Friuli, ci confronteremo sulla proposta di modifica alla Costituzione presentata dal Governo Renzi che verrà sottoposta a Referendum nel prossimo ottobre.

VOLANTINO AIELLO1 (1)Sarà l’occasione per chiarirsi le idee sui contenuti delle proposte e sulle motivazioni che ci spingono a sostenere una forte contrarietà nei confronti del testo e delle modalità della sua approvazione da parte del Parlamento.

Si tratta infatti di una proposta di modifica alla Costituzione che potrebbe potenzialmente modificare in modo importante e difficilmente reversibile l’idea che abbiamo dello Stato e della democrazia.

Le polemiche, le personalizzazioni dello scontro e le strumentalizzazioni politiche di questi mesi hanno distolto l’attenzione dall’oggettività del testo di una riforma che trasferisce al potere esecutivo statale molte funzioni prima lasciate ai territori ed alle Regioni in nome di una maggiore efficienza dello Stato. Se il testo superasse il test referendario, combinato alla legge elettorale oggi in vigore (Italicum), ci troveremmo un governo blindato, sostenuto da una Camera di nominati in grado di legiferare incontrastato senza i necessari contrappesi istituzionali

Per chi, come me, crede nella partecipazione dei cittadini e auspica misure sempre più inclusive e crede anche al fondamentale ruolo di rappresentanza politica fornito dai partiti e dal Parlamento, il nuovo testo rappresenta un arretramento della democrazia, una riforma conservatrice. Non a caso tra i principali sponsor del voto favorevole al referendum vi è la Confindustria.

Vi aspetto numerosi questa sera. Nel frattempo, vi suggerisco di informarvi e documentarvi a questo indirizzo http://www.iovotono.it/

25 anni e non sentirli

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Auser Bassa Friulana ha festeggiato lo scorso 28 maggio i suoi primi 25 anni di attività di fronte ad un Teatro Pasolini gremito ed ospitando le rappresentanze delle scuole, compagne di strada ormai abituali dei volontari. L’associazione, grazie al lavoro costante e prezioso di Irio Iob e dei suoi, è stata capace di immaginare e realizzare progetti cha hanno visto insieme studenti e volontari, nello spirito di una collaborazione tra generazioni foriera di crescita per tutti.

Schermata 2016-06-02 alle 10.36.46In questa occasione Irio Iob ha passato la staffetta al nuovo presidente Paolo Dean, che
raccoglie un’eredità ricca ed allo stesso tempo impegnativa, in virtù dei molti progetti in piedi sul territorio e delle molte relazioni avviate dal suo predecessore, da quelle per l’invecchiamento attivo a quelle di confronto e monitoraggio sul welfare locale e regionale

Ieri collaboravo con Auser all’interno dell’Arci, oggi da amministratore comunale e mi preme pertanto un caloroso abbraccio ad Irio che fortunatamente  continuerà a seguire le attività di Auser seppure non mantenendone la presidenza; è inoltre necessario un ringraziamento a tutti i volontari grazie al cui lavoro Auser riesce a garantire un lavoro costante e organizzato dalla Casa di Riposo alle scuole. Senza il loro contributo non riusciremmo a garantire gli standard elevati dei servizi che i nostri cittadini sono abituati a conoscere.

Verità per Giulio Regeni

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La Giunta Comunale di Cervignano del Friuli ha deciso di aderire alla campagna, promossa da Amnesty International, “Verità per Giulio Regeni” e da oggi lo striscione,  giallo come il colore dell’Ong che a livello internazionale si impegna in difesa e tutela dei diritti umani, è ben visibile da Piazza Indipendenza, appeso all’esterno del palazzo municipale.

Abbiamo deciso di aderire perché quanto accaduto a Regeni non venga archiviato con soluzioni frettolose e di comodo che nascondano la polvere sotto il tappeto. Con il giovane ricercatore si è infatti voluto colpire brutalmente il diritto alla ricerca, all’informazione ed al dissenso e pertanto il valore di una campagna che chieda giustizia e verità supera qualsiasi localismo ed ha una vocazione che supera i confini nazionali e deve riguardare tutti coloro che credano nel rispetto dei diritti umani e nella libertà di informazione.

Non è semplice parlare di un episodio così brutale e straziante e tuttavia è necessario che, nel rispetto del lutto della famiglia e della comunità di Fiumicello che ha visto Giulio formarsi e crescere, si chieda a gran voce una verità indipendente e inequivocabile sui fatti.  Le risposte fornite fino ad ora dal Governo Egiziano sono state infatti frettolose, contraddittorie ed offensive.

Il fatto è avvenuto in un Paese che ostacola l’esercizio di diritti sociali e di rappresentanza sui quali Regeni incentrava la propria ricerca e sui quali la nostra Repubblica è stata fondata dopo l’esperienza della guerra e la dittatura. Un Paese nel quale, apprendiamo, le sparizioni e la repressione del dissenso sono all’ordine del giorno.

Chiedere verità per Giulio significa implicitamente chiedere il rispetto dei diritti umani e sociali e chiedere al Governo Italiano di farsi promotore a gran voce di un diritto internazionale che non faccia finta di non sapere e vedere quando questi diritti vengono violati e che invece difenda, laddove questi vengano negati, i diritti sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana.

Troppe volte nella storia italiana, verità scomode sono state sottaciute in nome della ragion di Stato. Ci auguriamo che il giallo di Amnesty si possa espandere a macchia d’olio in tutto il Paese e superare i confini nazionali, affinché, magra consolazione, Regeni trovi giustizia e venga fatta luce su un crimine così brutale e barbaro.