Il gatto e la volpe

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Il gatto e la volpe, personaggi nati dalla fantasia di Collodi, rappresentano l’archetipo, la massima rappresentazione, del truffatore, del venditore di fumo capace di affabulare le persone per bene promettendo scorciatoie e falsi “paesi dei balocchi”.
Lo impara a sue spese Pinocchio, lo impariamo noi leggendo la sua storia.

Dovremmo aver sviluppato gli anticorpi a queste figure, eppure capita ancora che i gatti e le volpi di casa nostra riescano a trovare spazio ed ad influenzare il giudizio di molte persone che, spesso in buona fede, si vedono promettere soluzioni troppo semplici a problemi complessi oppure vedono amplificate le proprie, ancorché legittime, paure.

Accade in questi giorni che nella bassa friulana, dove presto si voterà per le elezioni Regionali, alcuni gatti e alcune volpi tanto ambiziosi quanto ambigui stiano cavalcando il tema dell’accoglienza SPRAR per meri tornaconti personali.

Accade che però, nel nostro caso, il gatto e la volpe abbiano anche l’attitudine, che Collodi attribuiva a Pinocchio, di avere il naso lungo e che le loro bugie siano talmente roboanti da essere smentibili con estrema facilità.

Eh sì, perché non si può chiedere i voti ad Udine promettendo di redistribuire i richiedenti asilo presenti in città su tutto il territorio regionale e, il giorno dopo, raccontare nei comuni del territorio regionale, che ci si batterà affinché i richiedenti asilo non vengano ridistribuiti.

Fino a ieri il centrodestra di questa Regione si è opposto, giocando peraltro di sponda con pericolose formazioni di estrema destra, all’accoglienza diffusa. Si è recato nei comuni e nelle frazioni cavalcando il “non li vogliamo”.

Oggi, lo stesso centro destra sposa la liea dell’accoglienza SPRAR e del 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti che il centrosinistra stava faticosamente cercando di far applicare (NB: a Cervignano 2,5 per 1000 significherebbe circa 35 persone circa contro le 24 previste attualmente).

Trovo sia doveroso ascoltare sempre i cittadini e ritengo che sia fisiologico che sul tema dell’accoglienza la si possa pensare in modo diverso e che si possa essere un dibattito eppure spiace dover sempre tornare su questo tema anziché parlare di sanità, istruzione o lavoro, ma è necessario ogni tanto smentire i gatti e le volpi nostrani affinché durante le loro fumose arringhe trovino tra il pubblico qualcuno che gli rivolga una fragorosa pernacchia.

Concludo con un consiglio: quando qualcuno vi parla e vi chiede il voto oppure punta a fare carriera anche grazie al vostro consenso, guardate il suo curriculum, osservate a chi ama accompagnarsi e leggete quello che ha scritto o fatto fino al giorno prima. Di solito perdere due minuti di tempo per una verifica di questo tipo aiuta a chiarirsi le idee molto più di tante promesse ridicole.

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Giornata Internazionale contro l’Omofobia

Lo scorso 16 maggio abbiamo ospitato a Cervignano “Nacho” Quintana Vergara, Presidente di Arcigay Friuli Venezia Giulia.

La serata è stata organizzata dall’Amministrazione di Cervignano in continuità con il mandato conferito da parte del Consiglio Comunale.

E’ stata un’occasione di confronto rispetto all’attualità di questi giorni: le notizie provenienti dalla Cecenia ci raccontano di episodi di tortura, intimidazione e persecuzione sistematica ai danni della popolazione omosessuale locale, ci raccontano di un Paese nel quale il Capo di Stato si fregia di affermare che nel suo Paese non ci sono omossessuali e che, se qualora ci fossero, sarebbero i loro stessi parenti ad ucciderli perché disonorati dalla loro presenza. Ci raccontano però anche di come le associazioni che dalla vicina Russia cercano di informare ed aiutare le vittime vengano ostacolate dal governo.

La Cecenia si aggiunge ad una purtroppo lunga lista di Paesi nei quali la pretesa difesa delle tradizioni viene spesso accompagnata da episodi contro la popolazione omosessuale e contro le minoranze in generale.

Vergara mi ha molto colpito quando ha affermato che gli omosessuali devono essere solidali con tutti gli oppressi, con tutti coloro i quali risultino deboli e vulnerabili, con l’immigrato o con il lavoratore precario perché vittime dei medesimi carnefici.

La serata ha avuto inoltre un doppio valore perché, a pochi giorni dal 10 giugno, ci ha consentito di conoscere meglio il percorso di avvicinamento al prossimo pride, organizzato ad Udine, un’occasione di confronto e crescita per l’intera comunità friulana.

Grazie a LUCA FURIOS per le foto, pubblicate su Cervignanesi Reloaded

Una riflessione sul 17 aprile

Il referendum del 17 aprile si è concluso con una sconfitta per tutti i cittadini, con un nuovo colpo al sistema di equilibrio di funzioni e poteri che la nostra Costituzione ha immaginato per il Paese.

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Genova, in questi giorni.

Il Governo, furbescamente, ha cercato di cucirsi addosso la paternità di un’astensione ormai fisiologica in  Italia, Paese che si reca a votare con numeri importanti soltanto in tornate elettorali con grande rilievo mediatico ed a seguito di campagne elettorali martellanti per mesi e su temi meno specifici. Renzi ha voluto appropriarsi del non voto, un universo composito e complesso, di certo non riconducibile alla sua influenza personale e politica.

Il Governo avrebbe dovuto curarsi di fare solo una cosa in occasione del voto referendario: garantire un’informazione completa ed accessibile a tutti i cittadini attraverso tutti i canali a disposizione. Così non è stato, ed infatti, mentre le dichiarazioni ufficiali spingevano ad una personalizzazione dello scontro, svuotando il quesito referendario dei propri contenuti reali, la televisione pubblica parlava d’altro, non dedicando, in orari dall’elevata presenza di pubblico, alcun approfondimento utile e chiarificatore per i cittadini.

Chi oggi si compiace del non voto e lo utilizza come arma nei confronti della propria opposizione politica, interna od esterna, si compiace di un fatto che causerà un disincentivo al ricorso al Referendum, strumento previsto dalla nostra Costituzione quale forma di controllo e partecipazione alla cosa pubblica da parte dei cittadini.

Lo strumento referendario, così indebolito, farà sempre più fatica ad emergere mentre aumenterà la già enorme distanza che separa la popolazione dalle stanze dei bottoni, le stesse stanze alle quali accedono invece con disinvoltura le lobbies ed i grandi capitali.

CONTRO L’OMOFOBIA MA…

Omofobia MVQuesta sera il Consiglio Comunale di Cervignano avrebbe dovuto aderire alla Giornata internazionale contro Omofobia e Transfobia, giornata nata nel 2005 e diventata patrimonio dell’Unione Europea a partire dal 2007. Il Consigliere Rossetti lasciava intendere già dalle colonne del Messaggero Veneto che non vi sarebbe stata una discussione serena sul punto all’ordine del giorno. “Prima le strade e i marciapiedi, poi l’omofobia.” Questo, banalizzato (ma neanche troppo) il pensiero dell’opposizione cervignanese. Come se mia moglie mi rimproverasse se mi mettessi a preparare la cena con ancora da arredare la stanza della bambina: un ragionamento con una logica ferrea ed indiscutibile. Guai, però, ad insinuare che, in realtà, queste argomentazioni da talk show di seconda categoria nascondano una scarsa volontà di confrontarsi e prendere posizione su un punto che solo apparentemente sembra mettere tutti d’accordo, ma che in realtà divide, eccome.

Rossetti, in un documento fatto mettere integralmente a verbale e che quindi rimarrà scritto nero su bianco a disposizione di tutti i cittadini, invita i suoi ad abbandonare l’aula contestando anche questo punto all’ordine del giorno ed ravvisandovi due gravi vizi, uno formale (la data riportata sul documento) e l’altro di metodo: nel testo, infatti, appare un riferimento alla “cultura della diversità” da sviluppare nelle scuole pur non essendoci alcun riferimento a ciò nell’oggetto dell’ordine del giorno. Ho fatto e faccio sinceramente fatica a comprendere il senso di questa critica. Se fosse rimasto in aula avrei chiesto al Consigliere di spiegarmi cosa non lo convincesse rispetto alla promozione nelle scuole di una cultura tesa a valorizzare le diversità ed il rispetto del prossimo rispetto a una cultura dell’esclusione e dell’intolleranza nei confronti del “diverso” sia esso per colore della pelle, per orientamento sessuale o confessione religiosa.

Non se ne abbia a male la lista Le Fontane, ma, anziché votarlo a maggioranza non dandogli nemmeno la dignità di una discussione, abbiamo deciso di ripresentare il punto nella prossima seduta del Consiglio Comunale. Correggeremo il gravissimo vizio formale (il refuso sulla data) e verificheremo insieme a Rossetti se la sua lista condanna l’omofobia o se, come dichiara al Messaggero Veneto, il problema a Cervignano non esiste.

omofobia_interpellanza_GiovanardiA questo proposito, farebbe bene Rossetti a parlare con qualche ragazzo o ragazza omosessuale ed a domandargli quanto sia stato facile parlare liberamente ed apertamente del proprio orientamento sessuale in classe, sul lavoro od in famiglia. Forse scoprirebbe che l’omofobia esiste, anche se spesso solo strisciante e nascosta. Un’omofobia che non viene sbandierata ai quattro venti e viene anzi negata anche di fronte all’evidenza.

Si sentono spesso frasi come questa: “Non ce l’ho con gli omosessuali, ma…” Ecco, è proprio questo ma che una cultura della diversità mira a cancellare.

Da qui al 17 maggio 2016, quando il Comune di Cervignano del Friuli celebrerà finalmente la giornata Internazionale contro l’Omofobia, il tempo per discutere lo troveremo.

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Per chi volesse saperne di più rispetto alla Giornata Internazionale Contro Omofobia e Transfobia

Wikipedia (italiano) (francese)

Sito ufficiale della campagna link

Elenco di Paesi in cui essere omosessuali è reato link

DUE IMPORTANTI ANNIVERSARI PER CERVIGNANO

WP_20141004_001 Sabato 4 ottobre due importanti anniversari hanno trovato la giusta celebrazione a Cervignano: il 25° dalla fondazione dell’Associazione Auser e il 60° anniversario dalla nascita della Banda Mandamentale di Cervignano.

Durante la mattinata, il Teatro Pasolini ha ospitato l’incontro pubblico tra i tanti iscritti di Auser ed i responsabili dei molti servizi di cui l’Associazione si occupa, che spaziano dalle Università della Libera età, alle collaborazioni con l’Azienda Sanitaria e con le scuole. L’attività di Auser, preziosa per la nostra comunità, mira al volontariato ed alla socializzazione.

Quello che più mi ha colpito, ascoltando gli interventi dei responsabili locali e del Presidente Nazionale, è stata la qualità del pensiero politico, un pensiero che affonda le proprie radici nella storia delle lotte per i diritti sociali e del lavoro che ha caratterizzato la nostra Repubblica. Una storia che è anche quella della Cgil e del sindacato. Storia oggi in pericolo, vittima di un pensiero politico, che pretende di fare riferimento alla sinistra ma che attacca quotidianamente il lavoro ed il sindacato.

WP_20141004_007Nel pomeriggio, invece, abbiamo festeggiato, insieme alla Banda Mandamentale, il suo 60° compleanno. Il Comune di Cervignano del Friuli ha deciso di intitolare il largo antistante la Casa della Musica ad uno dei padri della compagine cervignanese: Galliano Bradaschia, uomo di impegno nel volontariato e nella propria comunità, con una particolare passione per la musica e per la “sua” banda, nata dall’unione delle diverse bande dei piccoli comuni della bassa friulana.

Grande la partecipazione da parte dei Cervignanesi, che hanno voluto unirsi ai parenti ed a chi oggi ha raccolto e porta avanti la sua eredità con altrettanta passione ed altrettanto amore per la musica e per la propria comunità.